FRIGOLANDIA: PATRIMONIO DEL FUMETTO ITALIANO

L’ammetto sono un ignorante!

A volte si conoscono posti lontanissimi, ci organizziamo viaggi all’estero, ma non ci accorgiamo che a pochi minuti da dove abitiamo esiste un posto meraviglioso pieno di fumetti e satira, che fa parte del patrimonio culturale e artistico italiano.

Esiste dal 2005, quando Vincenzo Sparagna decise di abbandonare Roma e avviare, in Umbria, un nuovo capitolo per la rivista Frigidaire, per Il Nuovo Male e per il suo inestimabile patrimonio di pubblicazioni, tavole, stampe, dipinti e opere d’arte di ogni tipo.

È pensata come un museo senza averne l’aspetto, come un luogo d’incontro privo di sala conferenze, come una città immaginaria che però emette passaporti cartacei.

Perchè chiudere un posto così? 

Un Museo del Fumetto!!!

Nel 1985 la prima versione de Il Male era ormai chiusa da tre anni, e parte della sua redazione era confluita nella rivista Frigidaire nata nel 1980 da Vincenzo Sparagna e dai reduci dell’ormai defunto Cannibale.

Fu in questo contesto culturale, fulcro centrale del fumetto underground italiano, che Pazienza e Sparagna scrissero il Manifesto del Maivismo, un manifesto estetico-programmatico che proponeva un’arte “imprevista, multipla, alta, bassa, media, pop e anti-pop, inventata”, che portasse alla luce “aspetti della realtà, attraverso l’uso di un linguaggio diverso dalla normalità”.

E fu nello stesso anno che Pazienza e Sparagna, con spirito ludico e situazionista, progettarono ed immaginarono la fondazione di una “Repubblica della Fantasia”, giocando così con il motto sessantottino che auspicava “la fantasia al potere”.

E’ possibile firmare un appello contro la sua chiusura

https://www.change.org/p/al-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-salviamo-la-repubblica-dell-arte-di-frigolandia-dall-assurda-minaccia-di-sgombero?utm_source=share_petition&utm_medium=custom_url&recruited_by_id=f3c2b690-c7e2-11e7-82e0-47224df3b3fa&use_react=false&v2=false

COS’ERA FRIGIDAIRE

Possiamo immaginare Frigidaire come un oggetto pesante che gravita nel vuoto dello spazio e con la sua massa attrae altri oggetti, fino a creare un sistema di corpi che si muovono insieme, gli uni intorno agli altri, come nel sistema solare.

Questo fenomeno, che in fisica richiede qualche miliardo di anni per compiersi, nel caso di Frigidaire fu molto rapido e aggregò una straordinaria cerchia di giornalisti, fotografi, disegnatori e artisti di ogni tipo.

Tra questi basti citare Filippo ScòzzariStefano TamburiniTanino LiberatoreMassimo MattioliAndrea Pazienza, e tra i prodotti di questa fucina, oltre a FrigidaireFrìzzerVomitoIl Nuovo MaleIl Lunedì di RepubblicaLa Piccola Unità

Riassumere questa storia in poche righe è molto difficile, ma vi assicuro che a Giano dell’Umbria, esiste un luogo che racchiude tutta l’eredità di un’inestimabile fase dell’arte e della cultura italiana che non può e che non deve essere chiuso.

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